Intervista a Giampiero Giustozzi 


«Da quattro generazioni le nostre fisarmoniche sui palcoscenici del mondo»
 
Castelfidardo ne è diventata la capitale
 
 
LA NASCITA dell’azienda Giustozzi risale al 17 giugno 1946 quando Pompeo Gioielli, Luigi ed Egisto Giustozzi si costituiscono davanti al notaio Franco Ricci di Ancona per iscrivere al Registro delle Imprese la società ‘Giustozzi&C. – Fabbrica Fisarmoniche’. Lo scopo è, come per tante altre aziende chesi sono formate all’epoca, quello di costruire, vendere ed esportare fisarmoniche.
L’anno successivo il socio Gioielli recede dalla società, riducendo il capitale da 90 a 60mila lire.
La ditta inizia tuttavia a produrre fisarmoniche imponendosi sul mercato e riuscendo a qualificarsi con il proprio nome.
L’impulso vero e proprio viene dato da Alberto
Giustozzi, figlio di Luigi, che nel 1978 rileva la società e ne diventa unico titolare.
Le sue capacità di costruttore e commerciante gli hanno permesso di superare i momenti di crisi di vendita delle fisarmoniche e di far conoscere in Italia e all’estero i suoi prodotti, che vanno dalle fisarmoniche e dagli organetti di ogni modello ad altri strumenti musicali. Ancora oggi la ditta, passata in mano a Giampiero Giustozzi, è tra le più note della zona.
 
 
GIAMPIERO Giustozzi, il suo è uno dei nomi più celebri qui a Castelfidardo?

«Sì, è certamente un nome legato alla vecchia tradizione musicale della fisarmonica e degli organetti, strumenti che godono di una grande risonanza in Italia
e nel mondo».
 
Il vostro laboratorio, nonostante sia abbastanza piccolo, ha l’aria di essere molto produttivo?
 
«Questo è il piccolo laboratorio dove avviene da sempre la nostra produzione. Di sopra c’è la casa dei miei genitori».
 
 
Continuità assoluta tra casa e lavoro?
 
«Sicuramente. Io sono nato con la fisarmonica “in braccio”. Tutti suonavano nella mia famiglia e fu così che imparai anch’io.
Già a sei anni ero un musicista esperto—dice ridendo —».
 
Come è nata la passione?
 
«L’amore che mi lega a questo strumento è anche il frutto delle emozioni che il mio bisnonno, mio nonno e poi mio padre hanno infuso a questa realtà».
 
Quattro generazioni legate dalla fisormonica?
 
«Fin da quando il mio bisnonno Giuseppe Giustozzi smise di lavorare alle fisarmoniche di Settimio Soprani per mettersi in proprio, il cuore della mia famiglia
ha battuto (e sta continuando a battere) “a ritmo di mantice”».
 
Che cos’è cambiato dal 1946,anno in cui è stata fondata la ditta Giustozzi?
 
«Tantissime cose. Prima tra tutte la quantità di fisarmoniche prodotte: a quel tempo se ne producevano 500/600 pezzi l’anno. Ma oggi si è affacciata la concorrenza cinese e coreana sul mercato degli strumenti musicali».
 
E che cosa ha comportato questo spostamento verso il mercato asiatico?
 
«Ci siamo dovuti adattare.O meglio, ci stiamo migliorando continuamente. La produzione è scesa a 300/400 pezzi l’anno e
per questo stiamo puntando alla qualità, cercando di creare fisarmoniche più professionali  ma con costi equi»
 
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E per quanto riguarda il cambiamento dei gusti della clientela?
 
«La nostra è una clientela ormai fidelizzata non solo in Italia ma in tutti i continenti, per questo cerchiamo di soddisfare le sue richieste legate ai costumi dei paesi di provenienza. Quasi tutti però chiedono una maggior leggerezza dello strumento. Per questo stiamo cercando di utilizzare non più il mogano per il rivestimento interno ma legni alternativi come l’abete e il cedro».
 
Difficile,immagino, sconvolgere uno strumento così tradizionale…
 
«Infatti stiamo puntando a modificarne l’estetica e non l'anima. Oggi, ad esempio, utilizziamo colori più sgargianti per quanto riguarda la verniciatura».
 
Che differenza c’è tra un fisarmonicista professionista e un amatoriale?
 
«Non esiste una differenza sostanziale. La vasta gamma di strumenti che produciamo ci rivolge verso professionisti, amatori e studenti».
 
Cercate di combattere la concorrenza con la pubblicità?
 
«Facciamo la pubblicità classica (sponsorizzazioni, poster, Internet) ma la nostra più grande pubblicità è il passaparola fatto dai clienti, che rimangono soddisfatti ed entusiasti dei prodotti e del servizio».

Quali sono stati i riconoscimenti di cui va più fiero?
 
«Abbiamo vinto il Premio Qualità, l’Ercole d’Oro e poi è una vittoria ancor più grande ogni volta che il nostro strumento è “imbracciato” da persone famose ».
 
Qualcuno in particolare?
 
«Toto Cotugno è un appassionato di questo strumento e ha sempre scelto il nostro marchio, così come Renzo Arbore. Anche l’autore della sigla di “Ballarò” e il fisarmonicista dell’artista Vinicio Capossela hanno scelto  il nostro strumento.
Ogni anno partecipiamo a molte manifestazioni, tra cui il Festival Internazionale della Fisarmonica qui a Castelfidardo, dove il nostro strumento viene suonato dai più illustri musicisti del pianeta».
 
Quale futuro attende la fisarmonica?

«Difficile da prevedere. In Italia si sta vendendo molto anche per il jazz, il rock e non più solo per il liscio. Questo perché, contrariamente a quanto si pensa, la fisarmonica e l’organetto sono strumenti molto versatili».
 
Una curiosità. E’ difficile da suonare?
 
«Non è semplice. Bisogna sostenere il peso del mantice e coordinare i tasti premuti dalla mano destra con quelli suonati dalla sinistra. E poi occorre una massiccia dose di passione, proprio quella che ha animato me e la mia famiglia per tutti questi anni».
 
da  ”Il resto del Carlino di Ancona” del 28 Marzo 2010

Le ditte di Castelfidardo: Giustozzi
 
 
 
 
 
Dal periodico “Fisarmonie” settembre/ottobre 2008

Intervista di Sandro Strologo

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La ditta Giustozzi prende avvio il 17 giugno 1946, allorché Gioielli Pompeo, Giustozzi Luigi ed Egisto si costituiscono davanti al notaio Franco Ricci di Ancona per iscrivere al Registro delle Imprese la società in nome collettivo “Giustozzi & C. - Fabbrica fisarmoniche”. Lo scopo è, come per tante altre di Castelfidardo chesi formano all’epoca, quello di costruire, vendere ed esportare fisarmoniche. L’anno successivo il socio Gioielli recede dalla società, riducendo il capitale da 90 a 60 mila lire, tuttavia la ditta inizia a produrre fisarmoniche, imponendosi sul mercato e riuscendo a qualificarsi con il proprio nome. L’impulso vero e proprio viene dato da Alberto Giustozzi, figlio di Luigi, che nel 1978 rileva la società e ne diventa unico titolare. Le sue capacità di costruttore e di commerciante gli hanno permesso di superare i momenti di crisi delle vendite delle fisarmoniche e di far conoscere in Italia ed all’estero i suoi prodotti, che vanno dalle fisarmoniche e dagli organetti di ogni modello ad altri strumenti musicali. Ancora oggi la ditta, passata recentemente in mano a Giampiero Giustozzi, è tra le più note della zona.
 
 
Oltre alla fisarmonica, che cosa altro produce e commercialista la Ditta Giustozzi?
 
Oltre alle fisarmoniche di tutti i modelli (a piano, cromatiche internazionali, cromatiche francesi e bassi sciolti per terze, bassi sciolti per quinte…) produciamo
anche organetti diatonici di tutti i tipi destinati al mercato nazionale ed internazionale.
 
La ditta vanta in tutta Italia una clientela fidelizzata: quali le forme e i metodi per soddisfare le sue esigenze?
 
La nostra clientela non è solo nazionale ma internazionale: vantiamo clientela fidelizzata in tutti i continenti, per questo cerchiamo di soddisfare le varie
richieste dei nostri clienti in base agli usi e costumi dei loro paesi di provenienza.
 
Quale la differenza nell’approcciare il fisarmonicista professionista, l’amatoriale e lo studente?
 
Non esiste una differenza sostanziale tra il giovane allievo e il professionista; grazie alla vasta gamma di strumenti che produciamo, a noi si rivolgono professionisti, amatori e studenti.
 
Come avviene la pubblicizzazione e la commercializzazione dei vostri prodotti?
 
Oltre la classica pubblicità (sponsorizzazioni, internet, poster, ecc.) la nostra più grande pubblicità è il passaparola fatto dai nostri clienti che rimangono soddisfatti ed entusiasti dei nostri prodotti e del nostro servizio.
 
Perché acquistare un prodotto Giustozzi?

Gli strumenti Giustozzi sono costruiti ancora con le migliori materie prime e con le stesse tecniche artigianali di un tempo e per di più a prezzi competitivi; il cliente che si rivolge a noi troverà anche un ottimo servizio post vendita ed assistenza. Grazie al bagaglio di esperienza tramandato da generazione in generazione; conosciamo lo strumento in ogni singola parte, infine c’è da dire che la ditta Giustozzi offre un servizio di riparazione/manutenzione su tutte le marche e modelli.
 
Come si confronta la vostra azienda con la ricerca e l’innovazione?
 
Gli strumenti che produciamo sono strumenti della tradizione, quindi è nostra premura mantenere il più possibile la tradizione artigianale, però con un occhio sempre rivolto alle nuove tecnologie di supporto.